La mia storia
Come è nato RIOM
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Il corpo è sempre stato il mio lavoro. Sono un performer, sono salito sui palchi per anni, ho studiato il movimento in ogni forma. Pensavo di sapere tutto quello che c'era da sapere su come si muove un corpo. Mi sbagliavo — e l'ho capito nel momento in cui il mio si è fermato.
Quindici giorni, zero risultati
Nel 2021 mi sono operato al ginocchio. Mi hanno consegnato un protocollo di fisioterapia e l'ho seguito alla lettera: ogni esercizio, ogni giorno, tutto esattamente come andava fatto. Per quindici giorni.
Il dolore era identico. Il ginocchio non si muoveva di un centimetro.
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«Il corpo è il mio lavoro. Eppure eseguire tutto perfettamente non stava servendo a niente.»
Il giorno in cui ho smesso di eseguire
A un certo punto ho fatto una cosa che, da persona che il corpo lo conosce, non avrei mai dovuto fare: ho lasciato perdere il protocollo. Ho smesso di trattare il ginocchio come un pezzo rotto da aggiustare con gli esercizi giusti. E ho ricominciato a muovermi lasciando che fosse il movimento a guidarmi, invece di comandarlo io.
Si è sbloccato in poche settimane. Molto prima di quanto chiunque mi avesse detto.
«Finché sorvegli il movimento, il corpo resta fermo.»
Da un'intuizione a un metodo
Quello che era successo al mio ginocchio non era un caso, e non riguardava solo un'articolazione operata. Da laureato in Scienze e Tecniche Psicologiche ho riconosciuto cosa stava accadendo: finché la parte di me che controlla e giudica restava al comando, il corpo rimaneva in allerta. Quando quella parte si spegneva, il corpo tornava libero di muoversi.
Ho unito quello che avevo studiato — psicologia, neuroscienze del movimento — a quello che sapevo fare meglio: usare la musica per far muovere le persone. Perché il ritmo arriva al corpo senza passare dal controllo. È così che è nato il Metodo RIOM.
Da allora
Ho portato RIOM a persone di ogni tipo: chi non si muoveva da anni, chi aveva mollato ogni altra pratica, chi conviveva con rigidità e tensioni da una vita. E poi all'estero, con corpi e storie completamente diverse dalle mie.
Cambia la lingua, cambia l'età, cambia la storia. Quello che non cambia è cosa succede quando smetti di comandare il tuo corpo e lo lasci finalmente muovere.